venerdì 27 febbraio 2026

NUOVA LEGGE ELETTORALE?

 Il governo ha presentato il testo di nuova legge elettorale al Parlamento, ovviamente sia alla Camera che al Senato. La proposta è stata ribattezzata "Stabilicum", sull'onda delle parole pseudo-latine che hanno identificato le precedenti proposte di legge elettorale ("Mattarellum", "Porcellum", "Italicum", "Rosatellum"). 

Il nome è stato dato in considerazione del fatto che l'esecutivo attuale propone di avere maggior stabilità di governo soprattutto tramite un premio di maggioranza. Che sarebbe di 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, calcolati sulla base della ripartizione proporzionale dei voti rimanenti, alla coalizione che raggiunge almeno il 40 % dei voti. 

Sarebbero aboliti i collegi uninominali (tranne che per la Val d'Aosta e il Trentino-Alto-Adige), che verrebbero sostituiti da circoscrizioni plurinominali con voto proporzionale.

Le liste sarebbero bloccate, senza possibilità di dare preferenze: gli elettori voterebbero solo il simbolo del partito o della coalizione.

La soglia di sbarramento sarebbe del 3% per liste singole e del 10% per le coalizioni.

Verrebbe introdotto il "ballottaggio", se nessuna delle coalizioni superasse il 40% ma due raggiungessero il 35%, si andrebbe ad un secondo turno solo con queste due.

I partiti dovrebbero indicare il candidato presidente del consiglio nel loro programma.

In sintesi, la proposta vorrebbe superare il sistema misto attuale del "Rosatellum" per avere un sistema elettorale proporzionale integrato da un correttivo che rafforzerebbe la maggioranza di governo.

domenica 1 febbraio 2026

DIVIETO DI VOTARE PER I FUORI SEDE

 di Lorenzo Tosa 

Con un intollerabile colpo di mano il governo Meloni ha negato la possibilità di votare al Referendum a 5 milioni di italiani fuori sede, al di fuori del proprio luogo di residenza.

Bocciati uno dopo l’altro in Commissione Affari Costituzionali tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni.

Un atto palesemente antidemocratico che obbligherà milioni di persone a tornare nel proprio Comune per poter esprimere il proprio diritto di voto.

Alle Europee poterono votare, al Referendum sul lavoro pure, ma non potranno farlo per il Referendum costituzionale sulla giustizia.

Di cosa ha paura Meloni?

Di quello che voteranno, ben sapendo che molti di loro non potranno anche volendo tornare a casa per votare.

Questo governo non perde occasione di dimostrare che i suoi interessi personali vengono prima di quella piccola, trascurabile, cosa chiamata DEMOCRAZIA.

SULLE ORME DI SAN FRANCESCO

  Settimana scorsa sono andato nella città di san Francesco, per l’ostensione delle spoglie del santo. Era la prima volta, da 800 anni a que...