venerdì 26 giugno 2026
A LI MORTACCI SUA
domenica 21 giugno 2026
AVEVO BISOGNO DI UN PO' DI SANO ORGOGLIO NAZIONALE
Questa la frase pronunciata da Giorgia Meloni a Telefriuli, durante la visita a sorpresa a Gemona al raduno degli alpini del Triveneto. E ha aggiunto: “e, se non si trova qui, non so dove altro lo si possa trovare”.
Ahimé, stavolta devo proprio dare ragione al
presidente del consiglio in carica: gli alpini sono tra i pochi che abbiano
mantenuto un “sano orgoglio nazionale”. Peccato che la sua stessa affermazione
si ritorca immediatamente contro di lei, che di “orgoglio nazionale” ne ha
sempre di meno, tanto da doverne fare rifornimento in un raduno di reduci che
hanno dato tanto alla Patria.
Sarebbe stata una manifestazione di “orgoglio
nazionale” il patetico “scontro” con Trump, nel quale la suddetta ha accettato,
come sempre, di essere trattata come una servetta? Donald è arrabbiato con lei
perché non è riuscito ad utilizzare l’Italia come trampolino di lancio per la
guerra in Iran? Ma se non è stata lei a decidere, bensì il presidente
Mattarella, che ha convocato lo Stato Maggiore per scongiurare l’intervento
diretto dell’Italia in questo folle conflitto?
Sarebbe stata una manifestazione di "orgoglio nazionale" l'accettazione senza fiatare dei dazi, dell'aumento della spesa militare al 5% del PIL, l'accollarsi l'ennesimo invio di armi a Zelensky, perché Donald non vuole più saperne? E' una manifestazione di "orgoglio nazionale" non aver mai preso chiaramente posizione contro lo sterminio che Netanyahu e Ben Gvir stanno facendo a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, anzi l'aver sempre votato contro le sanzioni ad Israele e permettere che i soldati israeliani vengano a trastullarsi in Sardegna?
La Giorgia nazionale, comunque, non si scompone
per così poco: è abituata a dire tutto e il contrario di tutto a seconda delle
circostanze e delle persone a cui si rivolge. Infatti subito dopo ha ribadito
che lei vuole rispettare gli accordi per il mantenimento delle basi
statunitensi.
Ma qualcuno le ha spiegato che in realtà più che
di “accordi” sarebbe meglio parlare di “imposizioni”? Che l’esercito italiano
ha dato la resa incondizionata a quello degli Stati Uniti, il 3 settembre 1943,
a Cassibile? Che poi è stata ratificata l'8 settembre 1943, quello che solo l'ineffabile Sergio Mattarella ha definito un "riscatto", mentre è stato un cedimento totale? Infatti, come può essere chiamato un “accordo” una resa incondizionata?
Qualcuno ha detto alla Meloni che le basi statunitensi in Italia costano ai
contribuenti italiani dai 150 ai 200 milioni di euro all’anno?
Cara Giorgia, anche noi avremmo bisogno di un po' di "sano orgoglio nazionale".
Ma da parte tua.
prof. Pietro Marinelli
sabato 13 giugno 2026
ALZAD LA MIRADA
“Alzate lo sguardo” – questo è stato il motto
della visita di Papa Leone XIV in Spagna ed è sicuramente un invito a tutti
noi, che spesso viviamo ripiegati sui problemi che ci angustiano. Finché “guardiamo il nostro ombelico”, come
diceva don Giussani, non ne caveremo un ragno dal buco. E’ alzare la testa,
fissare lo sguardo in alto, che ci serve per affrontare le circostanze della
vita e per non lasciarci dominare da esse.
Questo viaggio del Papa ci aiuta a vedere le cose
di lassù ma anche quelle di quaggiù che sono inizio del mondo nuovo.
L’accoglienza calorosa del Re e della Regina,
entusiasti di questo Papa che parla il loro “idioma” come se fosse la sua
lingua madre, la “standing ovation” di dieci minuti al Parlamento spagnolo,
davanti al quale un Papa non aveva mai parlato prima, dimostrano che tutte le
remore dei giornalisti sul legame della Spagna con la Chiesa cattolica erano infondate.
O meglio, erano messe ad arte, per alimentare un’immagine di un Paese una volta
cattolico ma ora sempre più lontano dal cristianesimo.
Il Papa ha esortato i fedeli iberici a non rimanere
legati al passato, a non guardare unicamente il patrimonio culturale cattolico,
ma ad andare verso il futuro, ad essere Chiesa in crescita che annuncia il
messaggio di Cristo.
La visita ha superato ogni aspettativa, come ha
detto l’arcivescovo di Madrid, José Cobo Cano, in particolare per la risposta
della gente. Ne sono prova le folle oceaniche di Madrid - un milione e duecentomila
persone alla Messa e i 600.000 giovani alla veglia di preghiera allo Stadio, in
ginocchio davanti al Santissimo.
Ma forse il momento più toccante è stata la
cerimonia dell’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia,
a cento anni esatti dalla morte di Antoni Gaudì. Uno spettacolo di luci e suoni
per festeggiare quella che è diventata la Chiesa più alta del mondo, con il
suoi 172 metri, simbolo chiaro della fede del suo architetto e del popolo
intero.
mercoledì 27 maggio 2026
VIAGGIO IN NEPAL - I PRIMI INCONTRI
Sono appena tornato dal Nepal, distrutto per la
stanchezza ma contento per l’esperienza vissuta in questi ultimi venti giorni.
Il periodo impiegato in realtà è stato più lungo, in quanto il viaggio sia di
andata che di ritorno è durato circa ventiquattro ore. Abbiamo preso il volo
Air China, perché contava molto meno del solito: circa 700 euro, invece di
1400/1500! Poi devo dire che la compagnia cinese era abbastanza decorosa: volo
molto silenzioso, per cui abbiamo dormito alla grande, e abbondanza di cibarie:
le hostess passavano in continuazione, o a portare bevande o pranzo e cena. Il
problema è stato più lo scalo, durato cinque ore all’andata e addirittura otto
al ritorno; siamo dovuti rimanere nell’aeroporto di Chengdu, ovviamente, non
potendo entrare in Cina. Non sapendo cosa fare abbiamo cambiato un po’ di euro
in yuan, constatando ancora una volta che la moneta europea è fortissima: con
venti euro abbiamo avuto centodieci yuan, con i quali abbiamo comprato birre,
aperitivi e poi c’è rimasto abbastanza per una cena sostanziosa, innaffiata
ancora di altre birre! Roba che a Malpensa avremmo speso almeno il triplo!
Non parliamo poi del cambio con la rupia nepalese,
scesa ulteriormente dopo la recente rivoluzione: il cambio normale si aggira
intorno alle 175 rupie ogni euro, ma varia ogni giorno e noi siamo riusciti ad
averlo a ben 181 rupie per euro!
Ci si sente dei pascià, in Nepal, ma non perché si
sia più danarosi, bensì in quanto il cambio, per noi, è estremamente favorevole
e quindi tutti ti guardano come il ricco europeo venuto a divertirsi.
Ma che dirò del mio viaggio personale in questa
terra che si trova dall’altra parte del mondo? Anzitutto che non l’ho scelta a
tavolino, su indicazione di un’agenzia turistica: ho aderito ad una proposta di
Utsav e della moglie Laxmi, che dovevano andare lì per un periodo di preghiera
e meditazione di una settimana e così mi hanno chiesto se avrei voluto venire
anch’io. Ho detto di sì perché mi sembrava un “coronamento” della mia
esperienza con i nepalesi, che dura da tredici anni, da quando cioè ho preso in
casa Fajil, poi Utsav, poi Arjun, Roshan e diversi altri. Avevo conosciuto
Fajil in un internet point nel quale lavorava e mi era sembrato un ragazzo
serio; io in quel momento non avevo nessuno in casa, in quanto i ragazzi
albanesi che ho ospitato per quattordici anni se n’erano andati, e così ho
deciso di prendere in casa prima Fajil e Utsav e poi altri che si sono
alternati nel tempo.
Quando mi chiedevano se ero mai stato in Nepal,
rispondevo: “No, non ci sono mai stato: è il Nepal che è venuto a me”.
Adesso finalmente ci sono andato, e ne sono
contento perché invitato da gente del posto; abbiamo parlato di
tutto, abbiamo condiviso feste, pranzi e cene e anche giri
turistici, ma non solo; abbiamo vissuto insieme!.
Tanto per cominciare sono stato ospite del fratello di Laxmi, Madhu, un uomo simpaticissimo che mi invitava in continuazione a venire in Nepal, ogni sei mesi (every six months). Mi ha regalato anche un libro sulla storia del Nepal e in particolare sulle rivoluzioni popolari che vi sono avvenute.
Ho conosciuto poi la moglie Bhabana, attivista
del Partito Comunista Nepalese, con la quale sono andato anche ad una festa
popolare, durante la quale mi hanno chiesto di fare un intervento. Vorrei
precisare, per coloro che “storcono il naso” appena si parla di comunismo, che
la società del Nepal è molto diversa da quella italiana; anzitutto è basata
sulla divisione in caste e poi la donna non ha esattamente le stesse
possibilità di un uomo. Per tali ragioni un’ideologia fondata sull’eguaglianza
tra tutti ha una valenza molto diversa rispetto alle società occidentali. Dopo
averne visto la realtà effettiva, mi è venuto da pensare che un po’ di
comunismo farebbe bene alla vita della gente di quella Nazione!
Con Madhu il vivacissimo figlio Prince e un suo amico insegnante in pensione, siamo andati anche a Pokhara, forse la
città più bella dal punto di vista turistico, e abbiamo fatto una gita sul lago Begnas che è stata una vera “esperienza”, come si può vedere dal video!
venerdì 1 maggio 2026
Il Camerun, la visita di Papa Leone XIV e oltre
Indubbiamente
la visita di Papa Leone XIV in Africa è stata un’occasione per la gente di quei
Paesi ma anche per il mondo intero: infatti ha messo in evidenza le situazioni
di quei popoli, troppo spesso dimenticati. Delle quattro Nazioni visitate dal
Papa mi interessa maggiormente il Camerun, perché conosco quella Nazione e mi
piace parlare di quello che so per esperienza personale o per racconti di
persone che vivono sul luogo.
Questo
Paese, chiamato “l’Africa in miniatura”, ha tutte le contraddizioni e le
positività del Continente Nero: dotato di ingenti risorse, soffre di “mala
gestione” da parte del governo locale, che raggiunge vette di corruzione
difficilmente immaginabili in un contesto europeo.
Anzitutto
ha il dittatore (pardon, il presidente della Repubblica) più longevo del mondo
intero: Paul Biya, vegliardo novantatreenne, al potere da 43 anni, eletto (si
fa per dire) per otto volte consecutive. Noto con rammarico che la stampa
occidentale, e in particolare quella italiana, non lo classifica assolutamente
come autocrate e non mette minimamente in dubbio la correttezza delle elezioni,
soprattutto le ultime, che hanno determinato l’assurda situazione per la quale
Biya dovrebbe rimanere in carica fino all’età di 100 anni, essendo il mandato
presidenziale camerunense di sette anni. Non si è parlato delle proteste
dell’opposizione, dei cinquanta morti durante le manifestazioni, dei brogli
spudorati (è stato trovato un uomo addirittura a Roma che aveva una caterva di
schede elettorali truccate con il nome di Paul Biya). Tutto va bene, per
l’Occidente “democratico”, quando ci sono gli interessi politico-economici da
coprire. E il Italia non vengono neanche date le notizie “scomode”, come quella
che ho sentito da fonti locali di una spesa di 76 milioni di euro per la visita
del Papa. Poi magari non sono così tanti, ma anche se fossero 50, di milioni di
euro, sarebbe una cifra esorbitante per un Paese nel quale mancano le
infrastrutture di base.
Ma
l’Africa è tutta così: c’è un fiume di denaro che arriva, a vario titolo, come
finanziamento, al governo, e poi viene “insabbiato” oppure “depistato” nelle
tasche dei ministri o dei membri dell’apparato. Per intenderci, il governo
aveva avuto un finanziamento di 4 milioni di euro per costruire dei pozzi per
estrarre l’acqua e tale cifra sarebbe stata sufficiente a costruirne almeno
270; cosa è successo: che di questi 4 milioni ne sono stati impiegati solo una
parte, 1,5, costruendo strutture poco in profondità, per risparmiare, e il
resto è “sparito” nelle tasche di chi di dovere. Hanno preferito costruire
degli “accumuli” di acqua, che trattenessero la pioggia, piuttosto che pozzi
profondi, con la conseguenza che c’è acqua quando piove, perché viene
accumulata, ma durante l’estate, quando servirebbe maggiormente, non ce n’è
più.
E
vogliamo parlare del sistema bancario? Chi conosce la situazione reale sa che
le banche in Camerun chiedevano, quindici anni fa, il 36% di interesse annuo
(sì, avete letto, bene, il trentasei per cento di interesse all’anno).
Considerando che c’era la tangente del 15% da pagare, perché la corruzione è
ancora normale, si arrivava ad un costo iniziale del 51 per cento, cosa che
rendeva praticamente impossibile ottenere un profitto, in quanto se si
raggiungeva il venti per cento era già tanto. Adesso la situazione è
migliorata, mi dicono: gli interessi bancari sono scesi al 15%, anche se
complessivamente poi arrivano al venti, ma rimane la tangente da pagare. Perciò
di fatto si riesce a realizzare qualche opera solo con denaro proprio, senza
passare dalle banche.
E’ in
quest’ottica che io avevo finanziato la costruzione del pozzo per estrarre
l’acqua nel villaggio di Foutchouli, nel Comune di Dschang, nell’Ovest del
Paese. Ridendo e scherzando avevo impiegato 19.000 euro; poi il Comune aveva
finanziato la costruzione della scuola materna ed era avvenuta l’inaugurazione
del complesso, con la cerimonia solenne di taglio del nastro e la festa
successiva. Devo dire che ciò è stato grazie anche al sindaco di Dschang,
recentemente scomparso per un aneurisma, che era una grande persona, fuori da
ogni contesto di favoritismi vari.
Ci sono
anche delle grandi persone, in Africa, ed è su quelle che bisogna puntare, se
si vuole aiutare lo sviluppo di quelle Nazioni.
martedì 14 aprile 2026
PERCHE' TRUMP HA ATTACCATO PAPA LEONE
Nella notte tra il 12 e il 13 aprile Donald Trump ha pubblicato un lungo commento, sferrando un attacco violentissimo contro il Pontefice regnante, come a memoria d’uomo non mi sembra di ricordare. Vorrei analizzare con voi il contenuto di tale messaggio, per poi cercare di trarre delle conclusioni.
Anzitutto
Trump accusa il Papa di essere debole con i criminali e pessimo in politica
estera. Già da questa prima affermazione si può dedurre che forse Donald non ha
ben chiaro chi sia il capo della Chiesa cattolica e quale debba essere il suo
ruolo. Le accuse mossegli, infatti, riguardano i compiti che uno Stato deve
assolvere: le sanzioni a chi ha commesso reati e i rapporti tra gli Stati sono attribuzioni
che non ha molto senso pretendere da chi guida una comunità di credenti fondata
sul perdono e sulla riconciliazione tra i popoli.
Poi il
tycoon dice che il Papa avrebbe parlato di “paura” dell’amministrazione Trump,
mentre non avrebbe menzionato la paura che la Chiesa cattolica ebbe durante il
COVID, quando venivano arrestati preti, ministri del culto, mentre celebravano
i loro servizi liturgici e dovevano mantenere distanze di sicurezza. Che cosa
c’entri con l’attuale situazione, vorrei che qualcuno me lo spiegasse e ho
l’impressione che questo sia il solito argomento di “distrazione di massa” per
accattivarsi le simpatie del suo elettorato, che ultimamente sta allontanandosi
da lui.
Cosa
c’entra poi il riferimento al fratello Louis, che gli piace molto di più di
Leo, in quanto un vero “MAGA”?
Ma il
ciclone Donald è inarrestabile, nella sua foga oratoria contro il Papa, e lo
accusa di essere d’accordo che l’Iran abbia armi nucleari. Dove abbia attinto tale convincimento è
difficile dirlo: forse è una sua convinzione “a priori”, dopo che Papa leone
XIV ha chiaramente condannato la sua affermazione di voler distruggere tutta la
nazione iraniana, spazzandola via dalla Terra.
Lui non
vuole un Papa che pensa sia stato assurdo attaccare il Venezuela, Stato che
spedisce grandi quantità di droga e svuota le carceri mandando i delinquenti
negli Stati Uniti. Ma qui forse il Papa si riferiva al raid con il quale è
stato catturato Maduro e imprigionato a New York, in violazione di qualsivoglia
norma di diritto internazionale.
Poi
finalmente arriva al punto centrale: lui non vuole un Papa che critichi il
Presidente degli Stati Uniti d’America (cioè al momento lui) perché, afferma,
egli sta facendo esattamente ciò per cui è stato eletto. Che sarebbe, nella sua
dichiarazione, aver abbassato il numero dei crimini commessi nel suo Paese e
aver creato il più grande mercato azionario della storia. Magari ha dimenticato
di dire che aveva promesso di mettere fine a tutte le guerre in 24 ore, ma,
bisogna capirlo, è preso dall’entusiasmo per una giusta causa!
Il delirio
(perché non saprei come altro definirlo) continua senza limiti: Papa Leone deve
essergli grato, perché è stato eletto grazie a lui. Infatti, aggiunge
imperterrito, non era stato previsto da nessuno e non era tra i “papabili”,
perciò la Chiesa lo ha messo lì perché americano e avrebbe potuto essere il
modo migliore di rapportarsi con lui, il presidente Donald J. Trump. Se lui non
fosse stato eletto presidente, Leone non sarebbe diventato Papa.
Come se
non fosse noto a tutti i Cardinali che Prevost era sempre stato critico verso
la politica statunitense, soprattutto in tema di immigrazione. Inoltre Robert
Francis Prevost era sicuramente il “meno americano” dei cardinali statunitensi,
avendo passato vent’anni in missione in Perù ed avendo girato il mondo come
priore degli agostiniani per dodici anni.
La
tiritera trumpiana prosegue con l’accusa di aver incontrato simpatizzanti di
Obama come David Axelrod, uno di sinistra, che aveva voluto arrestare fedeli e
preti. Anche questo sa tanto di campagna elettorale in vista delle elezioni di
medio termine.
Ma la
perla arriva alla fine: Leone dovrebbe agire come un Papa, usare il buon senso e
smetterla di foraggiare la sinistra radicale; dovrebbe diventare un grande Papa
e non essere un politico, perché questo danneggia lui e la Chiesa Cattolica.
Il richiamo
all’uso del buon senso è veramente ridicolo da parte di uno che sembra aver
completamente perso il lume della ragione!
La risposta
di Papa Leone è stata calma ma anche ferma; alla domanda se avesse paura di Trump,
ha risposto sorridendo di no e di non voler entrare in dibattito con lui. Ha
precisato che il Papa non è un politico, ma deve annunciare il Vangelo e
cercare di favorire la pace. Ha aggiunto che continuerà a parlare contro le
guerre e a cercare di aiutare i popoli, in quanto c’è troppa sofferenza e
troppi morti innocenti.
Direi che
non c’è proprio paragone tra i due.
giovedì 9 aprile 2026
CONCERTO DI CANTI ALPINI POLIFONICI
Siete tutti invitati il 18 aprile 2026 alle ore 18.00 (facile da ricordare!) presso la sede dell'Associazione Crisalide, in via Dalmine 11, a Baggio, ad un concerto di canti alpini della nostra storia, sia della prima che della seconda guerra mondiale. Canterà il Coro degli universitari della Cattolica, nato nell'ambito del movimento di Comunione e Liberazione.
Maurizio della Crisalide mi ricorda che, per motivi organizzativi, è necessaria la prenotazione, peraltro gratuita.
associazionecrisalide@protonmail.com
tel. 3337866017
A LI MORTACCI SUA
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