Interessante video di Alessandro Di Battista su Youtube
https://www.youtube.com/watch?v=kdlw49mP9HQ
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https://www.scenario.press/posts/14967
Lunedì 15 aprile 2024, alle ore 20.30, presso il Teatro Caboto di via Mar Nero 10, a Milano, in zona Baggio, ci sarà un altro incontro con Salomone Ovadia detto Moni, attore, regista, musicista e grande conoscitore della cultura ebraica, sulla questione palestinese.
Il titolo dell'evento è "SE VUOI LA PACE PREPARA LA PACE", che è la sua versione modificata del SI VIS PACEM PARA BELLUM degli antichi Romani. Moderatori saremo il prof. Sergio Barbesta e, modestamente, il sottoscritto, che lo ha già invitato nella sua scuola, l'Istituto "Marie Curie/Piero Sraffa", dove ha parlato a 250 studenti delle quinte e delle quarte.
Per iscriversi basta spedire un e-mail all'indirizzo ilcircolodeiresistenti@gmail.com
"Se vuoi la pace prepara la pace" - la situazione del conflitto Israelo Palestinese richiede una rapida soluzione - Cosa possiamo fare? Ne parliamo con Moni Ovadia - Teatro Caboto - 15 Apr. 2024 - Parte Prima
https://www.scenario.press/posts/14967
Parte Seconda
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Parte Terza
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Parte Quarta
https://www.scenario.press/posts/14970P
Parte Quinta
https://www.scenario.press/posts/14971
Parte Sesta - Interventi del pubblico
https://www.scenario.press/posts/14972
Parte Settima - Dibattito con il pubblico
https://www.scenario.press/posts/14973
Parte Ottava - Dibattito con il pubblico
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Parte Nona - Dibattito con il pubblico
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ISRAELE PUO' PERMETTERSI DI NON RISPETTARE UNA RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU?
Venerdì 26 gennaio 2024 è stata adottata una sentenza che alcuni giornalisti hanno definito “storica”: i giudici della Corte Internazionale di Giustizia, organo dell’ONU, hanno respinto la richiesta di archiviazione proposta da Israele riguardo all’accusa di genocidio del popolo palestinese. Tale accusa era stata promossa a fine dicembre dal Sudafrica, in una relazione di 84 pagine.
Ma la Corte non si è limitata a respingere la richiesta di archiviazione: ha riconosciuto diversi punti chiesti dalla parte accusatrice; soprattutto il fatto che alcune azioni compiute da Israele possono violare la convenzione ONU sul genocidio. In seguito a ciò, nell’ordinanza, ha stabilito urgenti “misure di sicurezza” per evitare che si compia effettivamente un genocidio del popolo palestinese nella Striscia di Gaza.
In sostanza ha detto a Israele di rispettare i diritti dell’uomo previsti nella convenzione sul genocidio siglata nel 1950 dallo Stato ebraico e nel 1997 dallo Stato africano, e quindi di permettere gli aiuti umanitari e condizioni di vita decorose agli abitanti delle zone occupate. Tale decisione è molto argomentata e motivata anche dai rapporti dei responsabili ONU sulla vigilanza del rispetto dei diritti umani.
Non è stata invece accolta
l’esplicita richiesta del Sudafrica di un “cessate il fuoco” immediato, con
soddisfazione di Netanyahu, ma sono state citate le dichiarazioni “pro
genocidio” dello stesso e di alcuni esponenti del governo israeliano.
Inoltre la Presidente della
CIG, Joan Donoghue, ha stabilito che Israele debba presentarsi tra un mese per
riferire sull’andamento dell’applicazione delle misure cautelari previste e ha
ordinato di adottare i provvedimenti necessari ed efficaci affinché si porti
assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza.
Questa sentenza, è inutile negarlo, costituisce un vero e proprio “spartiacque” rispetto alla tendenza degli organismi internazionali di favorire il cosiddetto “nord del mondo” a danno dei Paesi più poveri o comunque meno importanti politicamente. Essa va nella direzione di un reale riconoscimento dei diritti dell’uomo anche negli Stati “non filo-occidentali”, cioè non proni al potere ebraico-statunitense, e quindi apre ad una fine del conflitto e ad un riconoscimento reale dello Stato palestinese.
Questo viene confermato dalla reazione rabbiosa dei capi ebraici,
alcuni dei quali hanno addirittura accusato la Corte di antisemitismo, come se
ciò fosse il criterio fondante per stabilire chi abbia ragione e chi no,
qualunque atto si compia. La Corte invece ha dimostrato, stavolta, di guardare
i dati, le cifre, i resoconti, considerandoli più importanti delle posizioni
ideologiche di parte.
Pietro Marinelli
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