Devo dire che faccio molta fatica a prendere in considerazione
questo argomento, perché ho la netta sensazione che
sia la solita “arma di distrazione di massa” orchestrata dal PD per sviare l’attenzione
dai problemi più gravi ed urgenti. Tanto per cominciare mi sembra grottesco
parlare adesso di una dichiarazione resa nel 1941 da persone, peraltro
confinate in quest’isola come detenuti, che non hanno avuto in realtà alcun
seguito.
Questi
soggetti, animati dall’ideale comunista, avevano pensato ad una istituzione che
superasse la sovranità degli Stati, nell’ottica dell’Internazionale. Ma le cose
andarono in una direzione ben diversa. Infatti la realtà che fu costituita a Roma nel
1957, la Comunità Economica Europea, non ebbe praticamente nulla delle
caratteristiche pensate da Altiero Spinelli e soci: fu stabilita un’organizzazione
che cercava di far andare d’accordo alcuni Stati, e in special modo la Francia
e la Germania, tramite una unione essenzialmente commerciale. L’idea dello Stato
federale rimase totalmente lettera morta e anche quando fu trasformata in
Unione Europea con il Trattato di Maastricht l’attenzione fu focalizzata sempre
su questioni economiche (soprattutto sulla moneta unica).
I pallidi tentativi
di formare un’unione politica naufragarono nella costituzione di un ibrido
giuridico che non ha paragoni con alcun’altra istituzione al mondo. Il
Parlamento europeo, unico organo eletto direttamente dai popoli europei, non ha
un vero e proprio potere e viene bellamente saltato dalla Commissione, organo che
è espressione pura e semplice dei governi nazionali.
Peraltro l’Unione
europea si trova in un momento di grave crisi, sia per l’uscita del Regno Unito
che per la guerra in Ucraina, che provoca danni economici ingenti e spese folli
ai Paesi membri. Invece di contribuire a porre fine a questo conflitto che dura
ormai da oltre tre anni, i leader dell’UE fanno delle proposte deliranti, come
quella di Ursula von der Leyen di destinare 800 miliardi in più agli aiuti
militari per l’Ucraina. E Starmer e Macron rincarano la dose, proponendo
addirittura di mandare i soldati nel conflitto.
Viene da chiedersi quale sia l’utilità,
per gli Stati dell’UE, di continuare questa guerra assurda e devastante; forse è
conveniente ai suoi governanti, che in tal modo hanno una giustificazione per
rimanere al potere, ma non certo alle popolazioni destinatarie delle loro
decisioni.
La stampa
che va per la maggiore fa, come al solito, da cassa di risonanza delle assurdità
che vengono dette nei palazzi del potere e si è creato un clima guerrafondaio degno
del periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale. Vengono
proferite assurdità storiche che sono riprese dai mezzi di comunicazione
allineati senza battere ciglio, anzi gonfiandole, come se una menzogna ripetuta
ed ampliata potesse diventare verità. Si considera la Federazione russa come se
fosse ancora l’Unione Sovietica, senza tener conto di tutto ciò che è avvenuto
negli ultimi 34 (trentaquattro) anni, e via discorrendo.
Sembra che
dal dibattito pubblico sia sparita qualsiasi forma di uso della ragione e le
affermazioni risultano quasi sempre isteriche.
In questo
bailamme, cosa fa il PD? Tira fuori il manifesto di Ventotene! Quale modo
migliore di evitare di parlare del rischio di una guerra nucleare, di fronte alla
quale l’UE sarebbe assolutamente perdente! Così si può sostenere che l’Unione
europea debba avere un proprio esercito, come dovrebbe avere ogni Stato
federale! Poco importa che l’esercito europeo avrebbe dovuto essere costituto
fin da subito! Poco importa che la NATO sia diventata in tutti questi anni il
braccio armato dell’UE, senza che nessuno minimamente sollevasse il problema!
L’importante
è confondere le acque; l’importante è spostare l’attenzione dalle reali
questioni; l’importante, soprattutto, è mantenere saldo il controllo dei mezzi
di informazione più importanti, al fine di manipolare le coscienze.
Da questo
punto di vista, mi spiace per i miei amici che ancora cercano di difendere il
capo del governo, non riesco a vedere una sostanziale differenza rispetto alla
posizione del PD . Soprattutto in politica estera l’azione di Meloni è
esattamente identica a quella che avrebbe fatto un qualsiasi presidente del
consiglio piddino: appoggio incondizionato a Zelensky, con la spedizione di 11
(undici) pacchetti di armi all’Ucraina, grandi affari per le fabbriche di armi
italiane, come l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti, etc.
Adesso
Giorgia si è accorta che dovrebbe cambiare rotta, con l’avvento di Trump, e sta
in qualche modo cercando di smarcarsi dai pazzi scatenati guerrafondai alla
Starmer e Macron; ma questo non le impedisce di votare ancora la proposta della
Von der Leyen e di continuare imperterrita nel sostegno all’Ucraina. Nell’UE l’unico
che prenda una posizione autonoma è Viktor Orbàn, che però viene quasi sempre
lasciato da solo. Dove sarebbe la posizione sovranista dell’Italia? In che
senso Giorgia Meloni sarebbe una statista? Perché da’ ragione a tutti quelli
che hanno un briciolo di potere?
Infine, io
mi sono stancato di sentire capi del governo che continuano a dare la colpa agli
altri, come se fossero ancora all’opposizione: la Meloni è da due anni e mezzo
presidente del consiglio, con una maggioranza sufficiente per far passare le
sue proposte: sarebbe ora che, invece di star dietro alle fanfaronate della
sinistra per ricuperare il consenso perduto, si occupi del popolo italiano e
riprenda in mano la capacità decisionale del nostro Stato.
In una
parola, che eserciti la sovranità nazionale che il popolo le ha delegato nelle
elezioni politiche.