domenica 30 marzo 2025

VENTOTENE, IL PD E LA MELONI

 Devo dire che faccio molta fatica a prendere in considerazione questo argomento, perché ho la netta sensazione che sia la solita “arma di distrazione di massa” orchestrata dal PD per sviare l’attenzione dai problemi più gravi ed urgenti. Tanto per cominciare mi sembra grottesco parlare adesso di una dichiarazione resa nel 1941 da persone, peraltro confinate in quest’isola come detenuti, che non hanno avuto in realtà alcun seguito.

Questi soggetti, animati dall’ideale comunista, avevano pensato ad una istituzione che superasse la sovranità degli Stati, nell’ottica dell’Internazionale. Ma le cose andarono in una direzione ben diversa.  Infatti la realtà che fu costituita a Roma nel 1957, la Comunità Economica Europea, non ebbe praticamente nulla delle caratteristiche pensate da Altiero Spinelli e soci: fu stabilita un’organizzazione che cercava di far andare d’accordo alcuni Stati, e in special modo la Francia e la Germania, tramite una unione essenzialmente commerciale. L’idea dello Stato federale rimase totalmente lettera morta e anche quando fu trasformata in Unione Europea con il Trattato di Maastricht l’attenzione fu focalizzata sempre su questioni economiche (soprattutto sulla moneta unica).

I pallidi tentativi di formare un’unione politica naufragarono nella costituzione di un ibrido giuridico che non ha paragoni con alcun’altra istituzione al mondo. Il Parlamento europeo, unico organo eletto direttamente dai popoli europei, non ha un vero e proprio potere e viene bellamente saltato dalla Commissione, organo che è espressione pura e semplice dei governi nazionali.

Peraltro l’Unione europea si trova in un momento di grave crisi, sia per l’uscita del Regno Unito che per la guerra in Ucraina, che provoca danni economici ingenti e spese folli ai Paesi membri. Invece di contribuire a porre fine a questo conflitto che dura ormai da oltre tre anni, i leader dell’UE fanno delle proposte deliranti, come quella di Ursula von der Leyen di destinare 800 miliardi in più agli aiuti militari per l’Ucraina. E Starmer e Macron rincarano la dose, proponendo addirittura di mandare i soldati nel conflitto. 

Viene da chiedersi quale sia l’utilità, per gli Stati dell’UE, di continuare questa guerra assurda e devastante; forse è conveniente ai suoi governanti, che in tal modo hanno una giustificazione per rimanere al potere, ma non certo alle popolazioni destinatarie delle loro decisioni.

La stampa che va per la maggiore fa, come al solito, da cassa di risonanza delle assurdità che vengono dette nei palazzi del potere e si è creato un clima guerrafondaio degno del periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale. Vengono proferite assurdità storiche che sono riprese dai mezzi di comunicazione allineati senza battere ciglio, anzi gonfiandole, come se una menzogna ripetuta ed ampliata potesse diventare verità. Si considera la Federazione russa come se fosse ancora l’Unione Sovietica, senza tener conto di tutto ciò che è avvenuto negli ultimi 34 (trentaquattro) anni, e via discorrendo.

Sembra che dal dibattito pubblico sia sparita qualsiasi forma di uso della ragione e le affermazioni risultano quasi sempre isteriche.

In questo bailamme, cosa fa il PD? Tira fuori il manifesto di Ventotene! Quale modo migliore di evitare di parlare del rischio di una guerra nucleare, di fronte alla quale l’UE sarebbe assolutamente perdente! Così si può sostenere che l’Unione europea debba avere un proprio esercito, come dovrebbe avere ogni Stato federale! Poco importa che l’esercito europeo avrebbe dovuto essere costituto fin da subito! Poco importa che la NATO sia diventata in tutti questi anni il braccio armato dell’UE, senza che nessuno minimamente sollevasse il problema!

L’importante è confondere le acque; l’importante è spostare l’attenzione dalle reali questioni; l’importante, soprattutto, è mantenere saldo il controllo dei mezzi di informazione più importanti, al fine di manipolare le coscienze.

Da questo punto di vista, mi spiace per i miei amici che ancora cercano di difendere il capo del governo, non riesco a vedere una sostanziale differenza rispetto alla posizione del PD . Soprattutto in politica estera l’azione di Meloni è esattamente identica a quella che avrebbe fatto un qualsiasi presidente del consiglio piddino: appoggio incondizionato a Zelensky, con la spedizione di 11 (undici) pacchetti di armi all’Ucraina, grandi affari per le fabbriche di armi italiane, come l’accordo con gli Emirati Arabi Uniti, etc.

Adesso Giorgia si è accorta che dovrebbe cambiare rotta, con l’avvento di Trump, e sta in qualche modo cercando di smarcarsi dai pazzi scatenati guerrafondai alla Starmer e Macron; ma questo non le impedisce di votare ancora la proposta della Von der Leyen e di continuare imperterrita nel sostegno all’Ucraina. Nell’UE l’unico che prenda una posizione autonoma è Viktor Orbàn, che però viene quasi sempre lasciato da solo. Dove sarebbe la posizione sovranista dell’Italia? In che senso Giorgia Meloni sarebbe una statista? Perché da’ ragione a tutti quelli che hanno un briciolo di potere?

Infine, io mi sono stancato di sentire capi del governo che continuano a dare la colpa agli altri, come se fossero ancora all’opposizione: la Meloni è da due anni e mezzo presidente del consiglio, con una maggioranza sufficiente per far passare le sue proposte: sarebbe ora che, invece di star dietro alle fanfaronate della sinistra per ricuperare il consenso perduto, si occupi del popolo italiano e riprenda in mano la capacità decisionale del nostro Stato.

In una parola, che eserciti la sovranità nazionale che il popolo le ha delegato nelle elezioni politiche.

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