VIAGGIO IN NEPAL - I PRIMI INCONTRI
Sono appena tornato dal Nepal, distrutto per la stanchezza ma contento per l’esperienza vissuta in questi ultimi venti giorni. Il periodo ...
Ho insegnato per quasi quarant’anni nelle scuole statali italiane: i primi cinque anni Religione cattolica, i rimanenti trentacinque diritto ed economia politica, sempre in Istituti superiori, tecnici commerciali e industriali. Credo di aver passato un po’ tutta la città metropolitana di Milano e oltre, essendo stato docente al Falcone-Righi di Corsico, all’Alessandrini di Abbiategrasso, all’Ettore Conti e al Curie/Sraffa di Milano, solo per citare le scuole nelle quali ho lavorato di più.
Paradossalmente ho imparato più l’economia politica, in quanto ho dovuto studiarmela da solo volta per volta e non c’è modo di imparare più efficace di quello di dover insegnare ad altri una materia, in quanto uno è costretto a capire veramente le questioni e a comunicarle in maniera semplice e chiara. Per questo l’unico libro che ho scritto, almeno per adesso, è un testo di economia politica per terza e quarta ragioneria, edito dalla Le Monnier nel lontano 2005, che avevo scritto con la collaborazione di una collega ed amica, Marilena Cinti. Il testo aveva avuto inizialmente un grande successo, poi man mano questo successo è andato diminuendo, forse perché il libro non era “enciclopedico” ma presupponeva un docente che spiegasse gli argomenti in classe e non si limitasse ad assegnare le pagine da studiare agli alunni.
Comunque l’insegnamento non è mai stata la mia unica occupazione: l’altra mia passione è sempre stata il canto: ho iniziato a cantare in un coro polifonico della parrocchia San Protaso da quando avevo vent’anni e tutt’ora canto la musica sacra; poi dal 2009 ho cominciato a cantare l’opera, nella Corale Lirica Ambrosiana, imparando una quindicina di opere come corista (baritono). Sono stato per sei anni nel Coro Sinfonico della Verdi di Milano, e adesso canto su richiesta in singole produzioni.
Mi sono sempre occupato di attualità: ero famoso nelle scuole perché invitavo personaggi di spicco e di spessore intellettuale, controcorrente rispetto all’andazzo dominante di sinistra: a Corsico Magdi Cristiano Allam, al Curie/Sraffa Giorgio Bianchi e Moni Ovadia, per citare i più significativi.
Per la mia posizione controcorrente sono stato violentemente attaccato da quasi tutti i presidi nei quali mi sono imbattuto: il preside Liborio Scillia dell’Alessandrini di Corsico cercò in tutti i modi di sanzionarmi perché avevo denunciato l’autogestione, che impediva a chi voleva di far lezione, già nel 1995, appena arrivato ad Abbiategrasso; da allora tutti i presidi, che si sentono immediatamente quando un “reprobo” capita nel loro Istituto, mi hanno perseguitato. Il preside Dario Manzo del Falcone di Corsico, iscritto alla CGIL e attivista del Partito Democratico, riuscì ad aprire contro di me ben 9 (nove) procedimenti disciplinari nel giro di sei anni: un primato che credo sia difficile da superare, soprattutto in un mondo nel quale la stragrande maggioranza della gente cerca solo di non avere problemi. Ma il bello arrivò dopo: la preside Maria Vittoria Amantea, succeduta a Dario Manzo, mi denunciò penalmente perché avevo criticato il Corano durante una delle mie lezioni. La cosa durò cinque anni, risolvendosi in una assoluzione completa. Sorte diversa ebbe invece la segnalazione per aver criticato la Shoa’, sostenendo che il numero di 6.000.000 di morti ebrei fosse enormemente gonfiato. Lì la questione non fu penale bensì amministrativa, e ho avuto l’onore di essere sospeso in via cautelativa nientepopodimeno che dallo stesso Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Valditara. Il quale, senza neanche sentirela mia versione, cedette totalmente alle affermazioni di Enrico Mentana e soci, che mi dipinsero come “negazionista” e fece scattare il provvedimento in un batter d’occhio. Io impugnai il provvedimento ma in questo caso perdetti la causa, sia in primo che in secondo grado e addirittura in Cassazione. Posso asserire, in seguito a tali vicende, di essere stato perseguitato esclusivamente per espressioni del pensiero e mai per problemi didattici.