venerdì 1 maggio 2026

Il Camerun, la visita di Papa Leone XIV e oltre

 


Indubbiamente la visita di Papa Leone XIV in Africa è stata un’occasione per la gente di quei Paesi ma anche per il mondo intero: infatti ha messo in evidenza le situazioni di quei popoli, troppo spesso dimenticati. Delle quattro Nazioni visitate dal Papa mi interessa maggiormente il Camerun, perché conosco quella Nazione e mi piace parlare di quello che so per esperienza personale o per racconti di persone che vivono sul luogo.

Questo Paese, chiamato “l’Africa in miniatura”, ha tutte le contraddizioni e le positività del Continente Nero: dotato di ingenti risorse, soffre di “mala gestione” da parte del governo locale, che raggiunge vette di corruzione difficilmente immaginabili in un contesto europeo.

Anzitutto ha il dittatore (pardon, il presidente della Repubblica) più longevo del mondo intero: Paul Biya, vegliardo novantatreenne, al potere da 43 anni, eletto (si fa per dire) per otto volte consecutive. Noto con rammarico che la stampa occidentale, e in particolare quella italiana, non lo classifica assolutamente come autocrate e non mette minimamente in dubbio la correttezza delle elezioni, soprattutto le ultime, che hanno determinato l’assurda situazione per la quale Biya dovrebbe rimanere in carica fino all’età di 100 anni, essendo il mandato presidenziale camerunense di sette anni. Non si è parlato delle proteste dell’opposizione, dei cinquanta morti durante le manifestazioni, dei brogli spudorati (è stato trovato un uomo addirittura a Roma che aveva una caterva di schede elettorali truccate con il nome di Paul Biya). Tutto va bene, per l’Occidente “democratico”, quando ci sono gli interessi politico-economici da coprire. E il Italia non vengono neanche date le notizie “scomode”, come quella che ho sentito da fonti locali di una spesa di 76 milioni di euro per la visita del Papa. Poi magari non sono così tanti, ma anche se fossero 50, di milioni di euro, sarebbe una cifra esorbitante per un Paese nel quale mancano le infrastrutture di base.

Ma l’Africa è tutta così: c’è un fiume di denaro che arriva, a vario titolo, come finanziamento, al governo, e poi viene “insabbiato” oppure “depistato” nelle tasche dei ministri o dei membri dell’apparato. Per intenderci, il governo aveva avuto un finanziamento di 4 milioni di euro per costruire dei pozzi per estrarre l’acqua e tale cifra sarebbe stata sufficiente a costruirne almeno 270; cosa è successo: che di questi 4 milioni ne sono stati impiegati solo una parte, 1,5, costruendo strutture poco in profondità, per risparmiare, e il resto è “sparito” nelle tasche di chi di dovere. Hanno preferito costruire degli “accumuli” di acqua, che trattenessero la pioggia, piuttosto che pozzi profondi, con la conseguenza che c’è acqua quando piove, perché viene accumulata, ma durante l’estate, quando servirebbe maggiormente, non ce n’è più.

E vogliamo parlare del sistema bancario? Chi conosce la situazione reale sa che le banche in Camerun chiedevano, quindici anni fa, il 36% di interesse annuo (sì, avete letto, bene, il trentasei per cento di interesse all’anno). Considerando che c’era la tangente del 15% da pagare, perché la corruzione è ancora normale, si arrivava ad un costo iniziale del 51 per cento, cosa che rendeva praticamente impossibile ottenere un profitto, in quanto se si raggiungeva il venti per cento era già tanto. Adesso la situazione è migliorata, mi dicono: gli interessi bancari sono scesi al 15%, anche se complessivamente poi arrivano al venti, ma rimane la tangente da pagare. Perciò di fatto si riesce a realizzare qualche opera solo con denaro proprio, senza passare dalle banche.

E’ in quest’ottica che io avevo finanziato la costruzione del pozzo per estrarre l’acqua nel villaggio di Foutchouli, nel Comune di Dschang, nell’Ovest del Paese. Ridendo e scherzando avevo impiegato 19.000 euro; poi il Comune aveva finanziato la costruzione della scuola materna ed era avvenuta l’inaugurazione del complesso, con la cerimonia solenne di taglio del nastro e la festa successiva. Devo dire che ciò è stato grazie anche al sindaco di Dschang, recentemente scomparso per un aneurisma, che era una grande persona, fuori da ogni contesto di favoritismi vari.

Ci sono anche delle grandi persone, in Africa, ed è su quelle che bisogna puntare, se si vuole aiutare lo sviluppo di quelle Nazioni.  


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