giovedì 16 luglio 2026

IL CASO ROGGERO

 


Il ministro della giustizia Carlo Nordio ha chiesto la grazia per Mario Roggero al presidente della Repubblica, il quale ha risposto che la grazia è sua prerogativa esclusiva.  La richiesta della grazia da parte del ministro è stata fatta ancora prima che Roggero andasse in carcere. Anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ed altri esponenti del centro-destra sono intervenuti a sostegno del gioielliere ed è in corso una raccolta di firme a suo favore che ha raggiunto le 83.000 sottoscrizioni. Tutto il mondo di centro-destra sembra non parlare d'altro, tanto che il 90 per cento dei "post" dei politici governativi sono su questo fatto.

Questo perché la Corte di cassazione ha condannato in via definitiva Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi di reclusione, confermando la pena stabilita in appello, che aveva ridotto quella decisa in primo grado di 17 anni, e mantenendo la colpevolezza per omicidio volontario e tentato omicidio.

Ma vediamo i fatti accaduti: il 28 aprile 2021 tre rapinatori entrano nella gioielleria di Mario Roggero, a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, svuotando la cassaforte di 70.000 euro e minacciando di morte la figlia e la moglie. Puntano una pistola che poi si scopre essere un giocattolo al quale era stato tolto il tappo rosso. Dopo la rapina escono e si dirigono verso l'auto: Roggero li insegue nel parcheggio e ne uccide due, Giuseppe Mazzarino di 58 anni e Andrea Spinelli di 44 e ne ferisce un terzo, Alessandro Modica. 

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, sostenendo che non si può trattare di legittima difesa in quanto i rapinatori stavano già fuggendo e quindi non si può parlare di "pericolo attuale", come richiesto dall'art. 52 del codice penale. L'azione del gioielliere è stata ritenuta sproporzionata e non giustificata rispetto al fatto subito. In sintesi, se avesse sparato alle gambe l'atto avrebbe potuto essere qualificato come proporzionato rispetto all'offesa, ma l'uccisione di due dei malviventi e il tentato omicidio di un terzo è un fatto molto più grave di quello ricevuto.

Tale sentenza della cassazione arriva dopo oltre cinque anni dall'evento ed è il terzo grado di giudizio, per cui non si può sostenere che i giudici non vi abbiano pensato. Come non si può sostenere che la giustizia sia stata pesante, essendo le pene previste per l'omicidio molto più gravi: almeno 21 anni di reclusione per quello volontario, e almeno 14 per il tentato omicidio. Se i giudici avessero voluto infierire avrebbero potuto comminare ben 66 anni (21 + 21 + 14). Mi sembra perciò che la sentenza sia stata equa rispetto a quanto accaduto. Anche il risarcimento di 700.000 complessivi non si può considerare esagerato, a patto di non dare importanza alla vita di due uomini, che comunque anche loro avranno avuto una famiglia.

Ciò che più mi amareggia, comunque, è l'uso politico che ne fa il centro-destra, che strumentalizza anche fatti molto dolorosi, per farne il proprio "cavallo di battaglia", come se fosse in perenne campagna elettorale.

Siccome adesso c'è il "pericolo Vannacci", cioè la possibilità di perdere voti nell'elettorato arrabbiato contro la delinquenza, allora bisogna cavalcare la tigre dell'indignazione popolare per riconquistare terreno. 

prof. Pietro Marinelli

7 commenti:

  1. Certo, un morto da vaccino vale 70 mila euro massimo, un malvivente ucciso invece quasi 400 mila. Ma come al solito si ritorna alla normalità: oramai il diritto serve solo a punire la persona normale che non costituisce un pericolo sociale

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    1. Sul "doppiopesismo" dei risarcimenti sono d'accordo, anche se per i "morti da vaccino" la difesa può invocare l'omicidio colposo, che è meno grave di quello volontario. Sul fatto che Mario Roggero sia una persona normale avrei qualche dubbio, dato come si è comportato con i rapinatori. Non so se si possa definire "normale" l'uccisione di due uomini e il tentato omicidio di un terzo.

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    2. Davvero meschino in effetti l'utilizzo di questo fatto di cronaca da parte della politica...

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  2. La questione è corretta e mi trovi d’accordo.

    Le contrapposizioni tra “pancia” e ragione sono legittime, ma la strumentazione politica che se ne fa è decisamente controversa e opinabile.

    Combattere la delinquenza è possibile! Basterebbe applicare le leggi già esistenti ed eliminare quella grossa fetta di magistratura “sinistra” che persevera nel danneggiare il nostro Paese!

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  3. Se un diritto esiste, esiste anche senza lo stato, e siccome si sa che lo stato non avrebbe fatto giustizia, ha fatto bene a prendersela da solo

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    1. Il diritto senza lo Stato è un'astrazione, soprattutto dopo la Rivoluzione Francese, che ha abolito qualunque riferimento al periodo medioevale. Principio fondamentale poi nel nostro sistema è che non si possa farsi giustizia da sé, altrimenti veramente torneremmo alla "legge del più forte".

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    2. Esiste di gia la.legge del piu forte, si sa che lo stato non interviene

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