venerdì 10 luglio 2026

LUCIA DI LAMMERMOOR DI NUOVO IN SCALA




9 luglio 2026

Torna al teatro alla Scala un titolo celeberrimo del cigno di Bergamo Gaetano Donizetti. 

Arrivati alla quinta recita, si percepisce che lo spettacolo è più che consolidato in tutte le sue parti. 

Prima di commentare l'aspetto registico c'è da onorare fasti e plausi all'orchestra e di conseguenza alla efficientissima bacchetta della Maestra Speranza Scappucci che dimostra di aver studiato approfonditamente la musica di Donizetti ridonando tutte le sfumature sonore dovute dalla partitura.

Parlando ora della regia di Yannis Kokkos e ripresa da Marco Monzini, essa non disturba e non influisce negativamente sulla resa musicale e scenica nonostante la modernizzazione.

Dominano le tinte cupe e il rosso sangue di cui si macchierà la protagonista, unico personaggio vestito di bianco quasi a simboleggiarne il ruolo di olocausto, di vittima sacrificale. 

Le luci, di Vinicio Cheli, e i video di Eric Duranteau ben si sposano e avvolgono le scene. Di disarmante semplicità ed efficacia la scena della tempesta a inizio del terzo atto.

Passando al cast il reparto maschile, tolto Michele Pertusi, non brilla ahimè né per vocalità né per interpretazione.

Il lord Enrico Ashton cantato da Boris Pinkasovich dovrebbe essere spietato, algido ed egoista ma risulta solo piatto e con un estensione vocale più da tenore "corto" che da vero baritono. 

Edgardo, interpretato da Piero Pretti, ha una buona lama ma non sembra poter dare più di tanto in volume.

Per assurdo più penetrante e generoso il breve intervento del Lord Arturo di Leonardo Cortellazzi.

Unico vero basso bronzeo ed espressivo rimane Raimondo, interpretato magistralmente da Michele Pertusi.

Rimane ancora più opaco degli altri uomini del cast la voce poco profonda e poco proiettata di Paolo Antognetti nel ruolo comprimario di Normanno.

Vero astro luminoso della serata Rosa Feola che interpreta Lucia in maniera quasi disumana! Non ci si capacita di come alla quinta recita abbia ancora tutta la forza e lo struggimento necessario per esprimere con una solidità tecnica e interpretativa invidiabile tutte le sfumature e tutte le agilità richieste da Donizetti. 

Altro grande protagonista il coro, diretto dal Maestro Alberto Malazzi. Preciso quasi sempre, a parte un piccolo scivolamento sulla stretta finale nel secondo coro del primo atto.

Nonostante questa piccola sbavatura per il resto dello spettacolo il coro porta un suono compatto e potente.

Sempre sulla bacchetta della Scappucci, malgrado si riconosca il puntuale e approfondito studio della partitura, c'è da notare che ogni tanto i "crescendo" dell'orchestra e i  "forte/fortissimo" fagocitano coro e solisti.

Nel complesso si può dire che lo spettacolo funzioni e sia ben studiato. 

Bisogna però anche ammettere che, pur rimanendo questo equilibrio tra regia e momento musicale, in generale lo spettacolo risulta opaco e senza la naturale e densissima energia tragica tipica dell'opera.

Veri protagonisti a reggere le sorti dello spettacolo (i "salvatori  dell'opera"), il coro e la magnifica Rosa Feola.

Voto 7.5/10

Elvis Zini

Nessun commento:

Posta un commento

LUCIA DI LAMMERMOOR DI NUOVO IN SCALA

9 luglio 2026 Torna al teatro alla Scala un titolo celeberrimo del cigno di Bergamo Gaetano Donizetti.  Arrivati alla quinta recita, si perc...