sabato 29 agosto 2026

THIS WAR MUST END

 




“Questa guerra deve finire”; tale è il “succo” del discorso dell’Arcivescovo Paul Richard Gallagher a Mosca, tenuto il 25 agosto 2026, subito dopo quello di Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri della Federazione Russa. E lo ha detto “per essere chiari” in relazione al conflitto tra Mosca e Kiev. Questo discorso congiunto è stato pronunciato all’interno della visita di Mons. Gallagher, iniziata il 24 di agosto e finita il 28; oltre ai colloqui diplomatici per la pace, con Lavrov e il consigliere della politica estera Yuri Ushakov, l’Arcivescovo britannico ha incontrato anche i rappresentanti della Chiesa Ortodossa Russa e la comunità cattolica locale.

Questo fatto è particolarmente importante, in quanto era dal 2021 che il rappresentante della Santa Sede per i rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, vale a dire il “Ministro degli Esteri” del Vaticano, non si recava nella federazione Russa.

L’alto rappresentante della Santa Sede ha ricordato inoltre l'appello di Papa Leone XIV a porre fine alle ostilità tra Russia e Ucraina ed avviare "autentici negoziati" con il sostegno della comunità internazionale. Ha detto, senza mezzi termini: "la posizione della Santa Sede è chiara: il conflitto non può essere risolto con mezzi militari.” Quindi “è essenziale creare le condizioni per un processo politico e diplomatico". Perciò ha invitato i due Paesi coinvolti direttamente nel conflitto a dimostrare buona volontà di arrivare alla pace e a rispettare il diritto internazionale e umanitario, in particolare per quanto riguarda i civili, le infrastrutture, i feriti e i prigionieri di guerra.

Lavrov, dal canto suo, ha mostrato apprezzamento per l’apertura della Santa Sede al dialogo con la Russia e l’impegno per la pace, dichiarando di essere d’accordo sulla necessità di intensificare la collaborazione nelle questioni umanitarie legate al conflitto. Lavrov ha definito il colloquio "molto utile”.

Direi che siamo davanti ad un evento nuovo e di un certo peso. E’ vero che il Vaticano aveva già tentato, mandando due volte il cardinal Matteo Zuppi, nel giugno-luglio 2023 e nell’ottobre 2024, per affrontare questioni umanitarie come lo scambio dei prigionieri e il ricongiungimento dei minori ucraini, ma ora gli incontri hanno assunto una maggiore ufficialità e importanza.

Peraltro il Cardinal Zuppi, nel 2023, su mandato di Papa Francesco, era andato anche a Kiev, prima di recarsi a Mosca. E anche Mons. Gallagher è andato prima in Ucraina, dal 16 al 21 luglio 2026, a dimostrazione che la Santa Sede ha particolarmente a cuore la situazione di quel popolo.

E Zuppi tornerà in Russia a novembre di quest’anno.

La visita di Mons. Gallagher a Mosca è iniziata il 24 di agosto ed è finita il 28; oltre ai colloqui diplomatici per la pace, con Lavrov e il consigliere della politica estera Yuri Ushakov, l’Arcivescovo britannico ha incontrato i rappresentanti della Chiesa Ortodossa Russa.

Ora sento già delle osservazioni critiche: ma la Santa Sede non se la fila nessuno, quelli che decidono sono le grandi Potenze, come gli Stati Uniti d’America, non certo il Papa e i suoi scagnozzi!

Sarà, ma è strano che simultaneamente ci sia stata, anche se in gran segreto, la visita del capo della CIA, John Ratcliffe, a Mosca, tenuta nascosta dai media statunitensi per quanto hanno potuto. Non si sa molto riguardo ai colloqui che il direttore dell’Intelligence americana ha avuto: sembra che non abbia incontrato Putin ma abbia parlato con personaggi rilevanti della Federazione Russa. Il Wall Street Journal sostiene che Ratcliffe abbia minacciato Mosca di non attaccare la Nato, mentre il New York Times che abbia invitato la Russia a raggiungere accordi di pace.

Questa missione SUA sarebbe stata determinata dalla convinzione che Putin, ex-ufficiale del KGB, consideri più affidabile il direttore dei servizi segreti statunitensi piuttosto che i rappresentanti diplomatici ufficiali. E a giudicare dall’esito dell’azione di Jared Kushner, genero di Trump, e dell’immobiliarista Steve Witkoff, non so come si faccia a dargli torto.

In ogni caso la coincidenza della visita del Ratcliffe con quella del Gallagher non può essere casuale, e ciò significa che la Santa Sede intrattiene strettissimi rapporti anche con l’Amministrazione Trump, ponendosi come “mediatrice” tra le Grandi Potenze. E l'ultima visita di Gallagher in Russia coincide anche con l’ultima visita del direttore della CIA in Russia, nel novembre 2021, per scongiurare l’intervento in Ucraina. 

Solo che allora il capo dei servizi segreti statunitensi era William Joseph Burns e l’Amministrazione quella di Joseph Robinette Biden Junior, detto Joe.


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