“Questa
guerra deve finire”; tale è il “succo” del discorso dell’Arcivescovo Paul
Richard Gallagher a Mosca, tenuto il 25 agosto 2026, subito dopo quello di Sergej
Lavrov, Ministro degli Esteri della Federazione Russa. E lo ha detto “per
essere chiari” in relazione al conflitto tra Mosca e Kiev. Questo discorso
congiunto è stato pronunciato all’interno della visita di Mons. Gallagher,
iniziata il 24 di agosto e finita il 28; oltre ai colloqui diplomatici per la
pace, con Lavrov e il consigliere della politica estera Yuri Ushakov, l’Arcivescovo
britannico ha incontrato anche i rappresentanti della Chiesa Ortodossa Russa e la comunità cattolica locale.
Questo
fatto è particolarmente importante, in quanto era dal 2021 che il rappresentante
della Santa Sede per i rapporti con gli Stati e le Organizzazioni
internazionali, vale a dire il “Ministro degli Esteri” del Vaticano, non si
recava nella federazione Russa.
L’alto rappresentante della Santa Sede ha
ricordato inoltre l'appello di Papa Leone XIV a porre fine alle ostilità tra
Russia e Ucraina ed avviare "autentici negoziati" con il sostegno
della comunità internazionale. Ha detto, senza mezzi termini: "la
posizione della Santa Sede è chiara: il conflitto non può essere risolto con
mezzi militari.” Quindi “è essenziale creare le condizioni per un processo
politico e diplomatico". Perciò ha invitato i due Paesi coinvolti
direttamente nel conflitto a dimostrare buona volontà di arrivare alla pace e a
rispettare il diritto internazionale e umanitario, in particolare per quanto
riguarda i civili, le infrastrutture, i feriti e i prigionieri di guerra.
Lavrov, dal canto suo, ha mostrato
apprezzamento per l’apertura della Santa Sede al dialogo con la Russia e l’impegno
per la pace, dichiarando di essere d’accordo sulla necessità di intensificare
la collaborazione nelle questioni umanitarie legate al conflitto. Lavrov ha
definito il colloquio "molto utile”.
Direi che siamo davanti ad un evento nuovo e di
un certo peso. E’ vero che il Vaticano aveva già tentato, mandando due volte
il cardinal Matteo Zuppi, nel giugno-luglio 2023 e nell’ottobre 2024, per
affrontare questioni umanitarie come lo scambio dei prigionieri e il
ricongiungimento dei minori ucraini, ma ora gli incontri hanno assunto una
maggiore ufficialità e importanza.
Peraltro il
Cardinal Zuppi, nel 2023, su mandato di Papa Francesco, era andato anche a Kiev,
prima di recarsi a Mosca. E anche Mons. Gallagher è andato prima in Ucraina,
dal 16 al 21 luglio 2026, a dimostrazione che la Santa Sede ha particolarmente
a cuore la situazione di quel popolo.
E Zuppi
tornerà in Russia a novembre di quest’anno.
La visita
di Mons. Gallagher a Mosca è iniziata il 24 di agosto ed è finita il 28; oltre
ai colloqui diplomatici per la pace, con Lavrov e il consigliere della politica
estera Yuri Ushakov, l’Arcivescovo britannico ha incontrato i rappresentanti
della Chiesa Ortodossa Russa.
Ora sento
già delle osservazioni critiche: ma la Santa Sede non se la fila nessuno,
quelli che decidono sono le grandi Potenze, come gli Stati Uniti d’America, non
certo il Papa e i suoi scagnozzi!
Sarà, ma è strano che
simultaneamente ci sia stata, anche se in gran segreto, la visita del capo
della CIA, John Ratcliffe, a Mosca, tenuta nascosta dai media statunitensi per
quanto hanno potuto. Non si sa molto riguardo ai colloqui che il direttore dell’Intelligence
americana ha avuto: sembra che non abbia incontrato Putin ma abbia parlato con
personaggi rilevanti della Federazione Russa. Il Wall Street Journal sostiene
che Ratcliffe abbia minacciato Mosca di non attaccare la Nato,
mentre il New York Times che abbia invitato la Russia a raggiungere accordi di
pace.
Questa missione SUA sarebbe stata determinata dalla convinzione che Putin, ex-ufficiale del KGB, consideri più affidabile il direttore dei servizi segreti statunitensi piuttosto che i rappresentanti diplomatici ufficiali. E a giudicare dall’esito dell’azione di Jared Kushner, genero di Trump, e dell’immobiliarista Steve Witkoff, non so come si faccia a dargli torto.
In ogni caso la coincidenza della visita del Ratcliffe con quella del Gallagher non può essere casuale, e ciò significa che la Santa Sede intrattiene strettissimi rapporti anche con l’Amministrazione Trump, ponendosi come “mediatrice” tra le Grandi Potenze. E l'ultima visita di Gallagher in Russia coincide anche con l’ultima visita del direttore della CIA in Russia, nel novembre 2021, per scongiurare l’intervento in Ucraina.
Solo che allora il capo dei servizi segreti statunitensi era William Joseph Burns e l’Amministrazione quella di Joseph Robinette Biden Junior, detto Joe.
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