Il centro-destra esulta per la vittoria alle
elezioni in Calabria, sostenendo che la coalizione di governo è ancora
supportata dalla gente, che preferisce votare Meloni e Tajani piuttosto che
Vannacci.
Ma
vediamo un po’ più precisamente come sono andate le cose: i risultati del voto,
è vero, hanno dato la vittoria a Fabio Roscioli, candidato di Forza Italia/Centrodestra, con il
51,02% dei voti, contro il 36,59% di Frank Benedetto, candidato del Campo Largo/Centro
sinistra e il 10,94% di Domenico Giannetta, di Futuro Nazionale. Per cui, ad
una lettura superficiale dell’evento, il centro-destra ha stravinto queste
elezioni.
Ma per
che cosa si votava?
Queste
del 27 e 28 settembre 2026 erano elezioni suppletive per la Camera dei Deputati
nel Collegio di Reggio Calabria. Nello specifico servivano a colmare un solo
seggio, quello lasciato vacante da Francesco Cannizzaro, il quale, diventato
sindaco di Reggio Calabria, non poteva più ricoprire la carica di deputato nel
Parlamento italiano.
Perciò era
un’elezione di nessuna importanza per la gente. Prova ne sia che l’affluenza è
stata del 22,34%: sono andati a votare poco più di un quinto degli aventi
diritto! E, se la matematica non è un'opinione, gli astensionisti sono stati il 77,66%. Inoltre c’è stato un crollo rispetto alle politiche del 2022, quando
andarono a votare il 49,40%. Oltretutto alle politiche si votava un solo
giorno, qui invece i giorni disponibili per il voto erano due, per cui risulta
ancora più grave l’astensionismo. Va aggiunto che i 58.000 elettori residenti all’estero
non hanno potuto votare per corrispondenza. E il diniego al voto dei cittadini
residenti all’estero è una delle “armi” che utilizza questo governo, quando
decide che gli fa comodo.
Comunque,
dati alla mano, se i votanti sono stati il 22,34% e Fabio Roscioli ha ottenuto
il 51,02% dei voti, il centro-destra ha avuto l’11,64% dei voti dell’elettorato
di Reggio Calabria.
Direi che
non c’è molto da stare allegri.
prof.
Pietro Marinelli