Stiamo assistendo, in questi giorni, ad un
vero e proprio scontro frontale tra il governo italiano e quello spagnolo, cosa
che, a memoria d’uomo, non mi sembra di aver mai visto. Giorgia Meloni ha
sospeso Schengen per chi viene dalla Spagna, facendo fare controlli agli
aeroporti e di ripicca Sanchez ha ordinato di effettuare controlli per tutto il
mese di agosto a chi entra in Spagna dall’Italia. Non solo: il governo italiano
ha cercato “alleati” per condannare la Spagna e far sospendere l’accordo per il
libero ingresso nei Paesi aderenti all’accordo di Schengen, sostenendo di aver
trovato 22 Nazioni in linea con la “proposta Meloni”. Risultato: l’U.E. non
solo non ha condannato Sanchez, ma gli ha dichiarato la propria solidarietà e l’apprezzamento
per il lavoro svolto.
Ma
vediamo l’antefatto, per poter dare un giudizio più completo: il 31 luglio 2026
l’exclave di Ceuta viene assalita da migliaia di marocchini che entrano
illegalmente: si calcola che siano circa 60.000. Il governo spagnolo, da cui
dipende Ceuta, città autonoma ma sotto la sovranità del Paese iberico, reagisce
immediatamente e rimpatria la stragrande maggioranza degli immigrati irregolari
nel giro di 48 ore. Rimangono a Ceuta circa 2.000 persone (qualcuno sostiene
siano 6.000) irregolari, in attesa di essere rispedite in Marocco. In tutto
questo muoiono circa settanta uomini.
Immediatamente
il governo italiano e quello francese si schierano contro quello spagnolo,
minacciando di effettuare controlli alle frontiere. Quello italiano è il più
duro e minaccia di sospendere gli accordi di Schengen, anche se non esiste
alcuna frontiera terrestre tra Italia e Spagna. Già è strana, se devo dire il
mio pensiero, tale solerzia nello stigmatizzare un comportamento di una Nazione
che in teoria dovrebbe essere amica, facendo parte dell’Unione europea e dell’area
euro. Non è che per caso questi governi siano preoccupati, più che della
situazione umanitaria verificatasi a Ceuta, delle imminenti elezioni politiche
nelle loro Nazioni? Un governo assennato avrebbe aspettato almeno qualche
giorno l’evolversi degli eventi, che hanno spiazzato le autorità spagnole, per
vedere anzitutto come avrebbero affrontato l’emergenza. A pensar male sembra
che Meloni e Macron sapessero in anticipo ciò che sarebbe successo a Ceuta. E
io sono della scuola di Giulio Andreotti, che diceva: “A pensar male si fa
peccato, però ci si azzecca quasi sempre”.
Comunque
è strano che improvvisamente sbarchino 60.000 persone in una città nella quale
finora si erano registrati zero ingressi irregolari in tutto il 2026, cioè in
sette mesi. E che le autorità del Marocco non solo non ostacolino tale flusso,
ma assistano, quasi compiaciute, al fatto, senza fare nulla.
E risulta
ancora più strano quando si viene a sapere che nel 2021 il Marocco aveva
permesso di varcare il confine a 10.000 irregolari, e quindi la crisi di Ceuta non
è stata la prima volta che Rabat ha cercato di mettere in seria difficoltà il
governo di Madrid.
Se poi si
collega l’alleanza storica del Marocco con gli Stati Uniti d’America, si può
ipotizzare che questa invasione sia stata “programmata” da Trump per “punire” l’unico
Stato che prende chiaramente una posizione autonoma rispetto alla sua amministrazione.
E si può
ipotizzare che il governo italiano si sia lanciato “a testa bassa” contro
Sanchez per compiacere all’alleato statunitense, facendo la “voce grossa” con
il più debole per avere il favore del più forte.
Inoltre Meloni
ha una paura folle di perdere consensi, in questo periodo, per cui sembra
essere andata “fuori di testa” e di non avere più un minimo di autocontrollo,
che sarebbe necessario per un capo di governo di una nazione importante come l’Italia.
Prende decisioni assurde con la massima caparbietà e si ostina a perseguire
obiettivi che già da tempo hanno perso ogni credibilità nell’opinione pubblica.
Basti pensare all’invio di armi in Ucraina, che continua come se niente fosse
(siamo arrivati al 13° pacchetto, giustificato da Crosetto come una “medicina”
per Kiev). Basti pensare all’aumento delle spese militari al 5%, senza battere
ciglio e all’accettazione dei dazi di Trump. Però bisogna riconoscere che Meloni
sostiene a spada tratta le industrie che producono droni, missili, carri
armati; con il suo governo la Leonardo sta facendo affari d’oro e raggiunge
profitti altissimi. Lei stessa si è vantata di aver stipulato accordi per la
vendita di armi agli Emirati Arabi Uniti per 40 miliardi di dollari; peccato
che poi queste armi finiscano in tutta l’Africa e molto probabilmente anche
alle organizzazioni terroristiche di Boko Haram e simili. In questo caso la
Giorgia nazionale non si pone alcun problema morale, come nel caso di Ceuta:
forse perché lo fa lei e quindi, a prescindere, non può essere criticato, pena
l’accusa infamante di essere “di sinistra”. L’argomento principe dei cosiddetti
“fan” di Meloni è, infatti: “quale sarebbe l’alternativa?”; “vogliamo Conte o
la Schlein al potere?”. “Non si cerca neanche più di giustificare le scelte del
governo, ma si dà per scontato che questo sia il “meno peggio” rispetto ai “comunisti”.
Una delle
“argomentazioni” contro Sanchez, infatti, guarda caso, è proprio quella che è
un governo “di sinistra” e quindi “comunista”, per cui il popolino becero della
cosiddetta destra è legittimato a scagliarsi con epiteti ingiuriosi nei
confronti di questo individuo. Beh, è chiaro, è di sinistra, e quindi dalla
parte del “male”, mentre noi di destra siamo dalla parte del “bene”!
Un’altra
delle “fole” di cui Gioggia è riuscita a convincere la maggioranza degli
italiani è che il governo debba durare necessariamente cinque anni e che quindi
si debba aspettare la fine della legislatura perché si possa formare un altro
governo. Non è mai successo che un governo durasse cinque anni, in ottant’anni
di Repubblica, in quanto può cadere in qualsiasi momento se riceve la sfiducia
dal Parlamento, anche da una sola della Camere. Il governo Prodi cadde per un
solo voto di differenza, al Senato.
Certo, se
guardiamo gli altri componenti del governo, Giorgia Meloni è incomparabilmente
più credibile: almeno sa dire le “balle giuste al momento giusto”! Antonio Tajani
è stato capace di confondere la concessione della cittadinanza con la
regolarizzazione, cioè il rilascio del permesso di soggiorno. Parlando della
Spagna di Sanchez ha criticato il fatto che la Spagna abbia deciso di
rilasciare la “cittadinanza” a 500.000 immigrati, quando di tratta invece del
permesso di soggiorno. Non c’è male, come svista, per un Ministro degli Esteri!
Ma tornando
alla questione Meloni-Sanchez, Fratelli d’Italia esulta perché sono state
fermate 15 persone che cercavano di entrare, dalla Spagna: sì, avete letto
bene, quindici persone!!! E le 325.000 che sono entrate illegalmente, in
Italia, in questi ultimi quattro anni? Che sono il doppio di quelle che sono
entrate illegalmente in Spagna? Secondo il Viminale, che non può essere
accusato di essere filo-Conte o filo-Schlein, sono entrate irregolarmente in
Italia 158.000 persone nel 2023, 66.000 nel 2024, 66.000 nel 2025 e 14.500 nei
primi sei mesi del 2026.
Ma di
cosa stiamo parlando? Fa bene la Spagna, che ne ha avute la metà, ad applicare
la sospensione di Schengen al Paese dell’Unione europea che ha avuto (e che
continua ad avere) il maggior numero di ingressi irregolari negli ultimi anni.
prof.
Pietro Marinelli
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