lunedì 17 agosto 2026

IL MANIFESTO DI VANNACCI

 


Il “Manifesto” di Vannacci

Futuro nazionale ha pubblicato la “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro (2027/2037)” l’11 agosto 2026.

E’ un testo di cinquanta pagine, presentato come “un primo e consistente raccordo di idee raccolte dal basso, nel confronto con gli iscritti”, che dovrebbe servire “per la redazione dei prossimi programmi per il Governo del Paese”. E’ quindi un documento che fissa degli obiettivi per i prossimi dieci anni; più che un programma perciò è simile ad un “manifesto programmatico”, che individua il valori e le finalità che il partito si propone di raggiungere.

L’introduzione si prefigge di riportare l’Italia ad essere un “Paese identitario, sovrano, sicuro, libero e prospero”, tramite la riscoperta delle “radici nazionali fondate sul diritto romano, sulla filosofia greca, sull’eroismo della cristianità romano germanica e soprattutto sulla sintesi di queste istanze operata dalla civiltà cattolica” (il grassetto è nel testo). Il manifesto svilupperà poi tale concetto, che gli italiani abbiano una cultura romana, greca e cristiana, che le civiltà solide progrediscano per capacità assimilativa e integrativa, e che “l’Italia lo ha fatto in perfetta continuità per oltre due millenni”. Non si capisce che cosa sia avvenuto, nel nostro Paese, durante il Medioevo e soprattutto durante l’Umanesimo e il Rinascimento, ma tant’è: duemila anni di storia sono serviti ad amalgamare la civiltà romana e quella cristiana, che, nella sua versione cattolica, è “il completamento della civiltà romana”, secondo gli estensori di tale documento, che citano Dante Alighieri, Pier Paolo Pasolini, il Card. Alfredo Ottaviani, Ernesto Galli della Loggia, laico che apprezza il cattolicesimo.

Peccato che giuristi insigni come Gaio facessero una tripartizione tra le cose: secondo il romano ci sono le cose che non si muovono (le piante), poi le cose che si muovono e non parlano (gli animali) e infine le cose che si muovono e parlano (gli schiavi). Vorrei capire come si può sostenere che il cattolicesimo sia un’evoluzione della romanità; in realtà è stato un cambiamento radicale della concezione dell’uomo, in quanto ha attribuito dignità assoluta ad ogni persona umana. Gli unici ad avere piena capacità giuridica erano i cittadini romani e in particolare il paterfamilias. Anche il famigerato “ius vitae ac necis” (diritto di vita e di morte) che nell’età arcaica aveva il “paterfamilias” perfino sui figli, fu progressivamente mitigato ma totalmente abolito solo con l’avvento del cristianesimo, da Costantino.

Ma questi sono dettagli trascurabili, per il Partito di Vannacci: quello che conta è sostenere che l’Italia, culla della civiltà e regina dell’integrazione e dell’assimilazione da duemila anni, abbia una sola cultura e una sola e chiara identità nazionale, che adesso rischia di perire per l'assalto di orde di immigrati irregolari. Che cosa poi ci sia di comune tra il modo di pensare e di agire del valligiano di Champoluc e quello dell’agricoltore di Barcellona Pozzo di Gotto, vorrei che qualcuno me lo spiegasse, ma l’estrema eterogeneità del territorio della nostra Penisola non scalfisce la granitica certezza dell’ex-generale e dei suoi fidi sull’omogeneità della cultura italiana.

Poi si passa agli obiettivi che riguardano le tasche degli italiani: proprietà diffusa, cooperazione tra classi e corpi sociali intermedi, semplificazione e riduzione della tassazione… tutto condivisibile, soprattutto quando l’estensore si scaglia contro la scellerata approvazione del Patto di Stabilità e Crescita e dichiara che metteranno il veto sul bilancio pluriennale dell’U.E., in quanto troppo favorevole alla Germania.

Anche le proposte fiscali sono generalmente condivisibili, anche se rimane il dubbio di come si possano ridurre le entrate per lo Stato ed aumentare la spesa pubblica contemporaneamente.

Infatti l’istituzione del Fondo Sovrano per la Crescita nazionale, strumento di investimento strategico per le imprese italiane, così come il ”data base unico di collocamento nazionale”  dovrebbero comportare dei costi.

Mi lascia un po’ perplesso il pensionamento a 41 anni di contribuzione effettiva, mentre potrebbe essere utile una moneta fiscale (crediti fiscali e diritti di compensazione tra Stato e contribuenti). Sono d’accordo anche con l’innalzamento del contante a 10.000 euro, così come con la riduzione del tempo di corresponsione del TFS/TFR per i pubblici dipendenti, equiparandolo a quelli del settore privato.

Direi che anche il progetto “filiera Italia” è interessante, così come il far ritornare i cervelli (contro il “brain drain”) e le attività produttive (il “reshoring”) nel nostro Paese. Mi viene solo da osservare che il linguaggio è quello solito degli economisti teorici e che magari, un partito che si prefigge di essere sovranista, potrebbe utilizzare le parole della lingua di Dante, così spesso citato, invece di quelle del padrone anglosassone. 

Ma il pezzo forte deve ancora arrivare, ed è la remigrazione, tanto sbandierata in questo periodo. Qui si toccano le vette della retorica più spinta, arrivando a sostenere l’espulsione non solo dell’”immigrazione clandestina, ma anche di quella di massa (foss’anche regolare)” (sic!) e dei “soggetti caratterizzati da culture incompatibili con i valori fondamentali della nostra civiltà” (pareva brutto dire semplicemente “islamici”). Ora, che si possano “remigrare” anche gli immigrati regolari, quando sono troppi, è una balla elettorale grossa come una casa, perché occorre almeno una motivazione concreta e grave, come la commissione di un reato. Anche rimpatriare i detenuti nel loro Paese mi sembra irrealizzabile, essendoci il criterio generale secondo il quale chi compie un reato deve essere punito nello Stato in cui lo compie. Inoltre l’espulsione dei detenuti è tipica degli Stati del terzo mondo che non riescono a sopportare il costo del loro mantenimento e quindi svuotano le carceri; solo che l’Italia, sulla carta, dovrebbe essere una Nazione civile e quindi non dovrebbe comportarsi come quei Paesi.

Non vedo come non possa comportare un incremento della spesa pubblica anche l’aumento dei CPR, “anche fuori dall’U.E. ; se non sbaglio i Centri per immigrati in Albania costano circa un miliardo di euro e ospitano 82 persone (dati del 21 aprile 2026).

Grottesche poi le condizioni richieste per l’acquisto della cittadinanza italiana: 20 anni di residenza (perfino Svizzera e principato di Monaco richiedono 10 anni), livello di lingua C1 (che non raggiungerebbe nemmeno la maggioranza dei parlamentari), esami scritti ed orali, dichiarazione formale di accettazione e avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana (“spero, promitto e iuro”). Insomma, Vannacci ritiene evidentemente che l’Italia, con i suoi 58.936.000 abitanti, possa dotarsi delle regole di un micro-Stato come la Repubblica di San Marino, che ne ha 36.035.

Passiamo alla politica estera: qui le posizioni sono più accettabili, anche se sempre sfumate: la contrarietà all’Unione europea non si concretizza in una proposta di uscita immediata, ma saranno vagliate le questioni una per una; l’opposizione alla NATO è ancora più sfumata. L’appoggio alle decisioni di Trump invece sembra abbastanza chiaro: al di là di una generica condanna dell’intervento in Iran, nulla si dice sull’impiego delle basi statunitensi e NATO sul suolo italiano (con i 518 aerei partiti da Sigonella) e si ribadisce la disponibilità al dialogo con l’amministrazione SUA.

Si sposa la tesi di Donald che ogni Paese dell’U.E. debba decidere per conto proprio, invece che cercare una posizione comune all’interno dell’U.E. Questo perché poi ogni Nazione possa fare di testa SUA. In questo senso è positiva l’affermazione che dovremmo tornare ad intraprendere relazioni con la Russia, e ricominciare ad acquistare il gas russo, ma la posizione di fronte all’invio di armi in Ucraina è la più generica e vaga di tutte quelle della politica estera.

Se non si ci si pone neanche come obiettivo la cessazione dell’invio di armi a Zelensky e a mezzo mondo, come sta facendo da quattro anni il governo Meloni, non so come si possa invertire la tendenza assurdamente guerrafondaia che ha caratterizzato il nostro Paese.

Vuol dire nella sostanza che non si è contrari al commercio di armi più assurdo mai avvenuto in ottant’anni di storia della Repubblica.

prof. Pietro Marinelli

5 commenti:

  1. Non condivido la limitazione del contante a 10 Mila euro. Il contante, per me, non deve avere limiti di uso ed utilizzo. Sulla sovranità e sulla effettiva possibilità di riuscire ad attuarlo concordo..ma almeno quell' intento c'è , mentre gli altri partiti sono appiattiti sullo stato attuale. Non so se nel programma ci sono limiti e freni alle politiche smart e di controllo sociale modello Cina..secondo me sarebbe utile inserirli.. così come la totale libertà di scelta sui vaccini.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe il doppio della limitazione attuale, che è 5000 euro. In linea teorica sono d'accordo anch'io che non debbano esserci limitazioni, in pratica bisogna fare delle proposte concrete e in qualche modo realizzabili.

      Elimina
    2. Nessuna proposta..basta attuarlo.. Certo poi c'è la gabbia della cosiddetta Europa da cui si deve uscire visto che l' euro satanico digitale appena approvato dalle criminali istituzioni europee , e ' un ulteriore fondamentale passo proprio per eliminare il.contante......ma anche per eliminare il patto di INstabilità occorre essere fuori dai ricatti europei.

      Elimina
  2. Cerca di raccattare adesioni su tutti i fronti e argomenti, ma veramente sembrano alla rinfusa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me dà questa impressione, come d'altra parte il fatto che siano saliti sul suo carro tutti i "trombati" della destra.

      Elimina

IL MANIFESTO DI VANNACCI

  Il “Manifesto” di Vannacci Futuro nazionale ha pubblicato la “Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro (2027/2037)” l’11 ...